mercoledì 14 ottobre 2015

Ma che noia!

Possibile che Robert Kennedy abbia colpito così poco noi italiani?
Da qualche giorno spulcio tutto lo scibile libristico per trovare qualcosa su Bob e a parte una raccolta di suoi discorsi e vari scritti sempre in abbinamento con la Monroe...
Niente. Il nulla cosmico alla Giovanardi quando parla di gay e droghe.
Sul fratello invece di tutto e di più.
Ma lui non mi interessa. Io voglio Bob.
E trovo solo roba in lingua originale,  che anche no.
Ho anche pensato di rivolgermi al signor Bisiach, pregandolo di scriverla lui questa benedetta biografia, ma poi ho pensato che a 88 anni avrà pure gli affari suoi a cui pensare.
Non è che tra voi maniaci, guardoni, master, slave, amanti del cazzo e/o patata eccetera, avete qualche titolo su Robert Kennedy da suggerirmi?
Magari è la volta buona che imparo a leggere.
Chissà.

martedì 13 ottobre 2015

Coniglietta malata e in mistica letteraria

Complice la bronchite e la bulimia letteraria che mi ha colpito in questi mesi, sto leggendo un sacco.
Di default vampirizzo almeno un libro al mese, ma quando mi pigliano questi momenti divento una macchina da guerra della lettura e non è insolito trovarmi in mezzo alla strada a leggere pure gli scontrini. O i biglietti del bus. Tipo drogata della parola scritta.

Ho finito da qualche giorno " I Kennedy,  la dinastia che ha segnato un secolo" di Gianni Bisiach, un tomo di 400 pagine e passa.
Non so perché proprio i Kennedy,  non mi hanno mai incuriosita nonostante avessero tutti gli ingredienti per farlo.
Potere. Donne. Mafia. Servizi segreti. Storia politica. Morte.
Eppure niente. Li ho sempre letti a margine di altri personaggi, come Marilyn Monroe o Sinatra o quando leggevo  saggi sulla mafia americana.
Sia come sia, ho comprato l' ebook e ho cominciato.
Le prime 100 pagine ho fatto fatica.
La scrittura di Bisiach mi sembrava lenta. Accademica. Monocorde.
E poi annusavo  una specie di benevolenza verso i Kennedy, cosa che era in contrasto con ciò che provavo io, e mi infastidiva leggermente.
Ma ho continuato  e il libro ha preso vita.
Bisiach mi ha accompagnata, con un linguaggio meno accademico, dentro la famiglia Kennedy,  non quella personale ma quella politica.
Entra ed esce nelle varie vicende che si dipanano  in quegli anni, per niente semplici tra guerra fredda, mafia  e comunismo, facendo capire in modo immediato il clima del tempo e sembra proprio di essere lì, a fare il guardone  storico sperando che la CIA del tempo, non ti becchi.
Le persone di cui parla sono moltissime ma non  fa mai perdere il filo degli eventi,  è molto bravo a guidare il lettore nel labirinto storico dei mille nomi e intrecci tra politica, servizi segreti e mafia, senza avere una crisi isterica portata dal non capire chi uccide chi, chi complotto con chi, passando ovviamente per chi scopa con chi.
La sensazione che Bisiach fosse pro Kennedy è mutata.  Non che non lo sia ( a mio parere), ma è più un pro politico,  e sotto questa luce non si può che dargli ragione.

Bisiach poi, mi ha fatto conoscere oltre lo stereotipo, la figura di Robert Kennedy, Bob, che conoscevo poco.
Ed è stata una rivelazione.
Ne sono stata rapita e affascinata. Travolta direi, tanto che ora andrò in caccia di qualche libro che parli solo di lui.
Cartaceo però. Bob Kennedy merita una lettura fisica.
Merita pagine sfogliate e odore di carta.
Merita il rapporto carnale del libro vero, la perfezione che un ebook non potrà mai dare.

Concludendo:
Consiglio questo libro?
Si. Decisamente. Ma non sotto l'ombrellone o in relax, perché impegna le sinapsi e bisogna seguire bene cosa scrive Bisiach o ci si perde nel marasma di nomi e date e capita che improvvisamente ti accorgi di non capire come sei finito a leggere della disfatta della baia dei porci, quando un secondo prima (giuro su Putin come al solito....prima o poi i miei spergiuri colpiranno...) stavi leggendo che il primogenito del futuro clan, il prescelto per entrare in politica secondo i piani di Kennedy senior, era stato ucciso in guerra.
Insomma, senza attenzione ci si perde.
Ora andrò a farmi un infuso alla menta.
Mi sento tisica come Mimi, quella sfigatissima donna della Bohème.

Io odio l'opera lirica.

Ma parlando di cose serie.
Ho freddissimo.



giovedì 8 ottobre 2015

Molto...come dire...

Rosa.
Si. Molto rosa. E molto psichedelico.
Il tempo dell'io, es e roba varia é passato.
Voglio che la mia conigliettositá  sia immediatamente visibile.
Voglio essere assalita da un branco di lupi famelici che mi spolpano  viva e facciano di me un corpo vibrante di tutto, giudicando un valore le ciglia finte e non quanti libri uno legge.
Voglio...voglio...oddio. Non mi ricordo.
Lo sapevo che dovevo prendere appunti dalle interviste di Pamela Anderson, ci sono delle chicche conigliettose  che nemmeno se ci pensassi 200 anni mi verrebbero in mente.


Ogni tanto mi chiedo se tra i miei lettori c'è qualche poliziotto. Carabiniere. Cia. Fbi.  Insomma, gente  di legge.
Oddio mi arresteranno  per droga!

Giuro come al solito su Putin (prima o poi i miei spergiuri  avranno un effetto, cavolo. Sto giurando su di lui le peggio cose...) che non mi canno e se mai l ho fatto la colpa é di Lamiete.
Mi ha drogata con l'aceto balsamico e poi mi ha costretto a farmi una pista di cannella (sul suo pippi) e poi mi ha fatto fumare menta del deserto.
Arrestatelo,  é un bruto!



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domenica 4 ottobre 2015

Domenica foto story horror

Quasi guarita, e pronta per ridiventare "normale"
Patata blu extraterrestre. 
Relax, alla faccia di tutto quello che avevo da fare.